La mostra delle 16 sculture in bronzo di Jorio Vivarelli
Questa mostra di 16 sculture in bronzo rappresentano i più famosi attori ed attrici italiani del periodo 1970-2002,realizzate dallo scultore pistoiese Jorio Vivarelli.
Queste opere furono concesse,nel 2010,in comodato al Comune di Montale (PT),dalla Società AndandoBreda,che ne detiene tutt’ora la proprietà.
Ad oggi le 16 opere sono esposte presso la Villa Smilea a Montale (PT).
Le sculture in oggetto furono acquistate dall’Azienda con un fondo cassa realizzato attraverso la detrazione in busta paga a tutti i dipendenti di 1.000 lire al mese nel corso degli anni dal 1970 al 1990.
Su richiesta della nostra “Associazione amici del Vallecorsi per il Teatro APS”,la Società AnsaldoBreda ha autorizzato il Comune di Montale (PT) a concederci in prestito queste opere per mostre e attività pubblicitarie in genere,come,ad esempio,la mostra in oggetto.
E’ la prima volta che queste sculture vengono mostrate al pubblico.
Il primo Premio (scultura in bronzo) denominato “Pistoia Teatro” fu assegnato per la prima volta nel 1970 all’attore Tino Buazzelli.Negli anni successivi questo premio veniva consegnato,solo per semplificazione organizzativa, congiuntamente al “Premio Teatrale Nazionale Vallecorsi” all’interno dei reparti produttivi.Si deve ricordare però che questi sono due premi che hanno finalità diverse e che coinvolgevano professionisti di diversa estrazione del mondo teatrale e non certamente i vincitori del “Premio Teatrale Vallecorsi”.
I VOLTI DEI PIU’ GRANDI ATTORI ITALIANI DEL 900
“ La creazione di un busto e l’affinità tra uno scultore e un attore” Anche se a prima vista l’arte di un attore e quella di uno scultore sembrano distanti tra loro, in realtà in entrambi i processi artistici, viene data forma a qualcosa: l’attore fa vivere un personaggio, fa emergere le sue emozioni e i suoi sentimenti attraverso la presenza scenica, lo scultore “modella argilla, marmo o bronzo per dar vita a una figura” la cui espressione parimenti rivela un carattere e una precisa personalità.
Ed è proprio per descrivere questo processo creativo dell’ attore, che mi sono liberamente ispirata alle 7 lezioni, che Louis Jouvet tenne nel1940, al conservatorio di arte drammatica di Parigi, sul il personaggio di donna Elvira, nel don Giovanni di Moliere, atto quarto scena sesta.
Una straordinaria testimonianza, del processo di costruzione di un personaggio, che si realizza solo grazie ad una grande disciplina interiore, disciplina necessaria alla rivelazione, alla ricerca della verità dell’ attore sulla scena. Una battuta puo’ essere detta in svariati modi ma solo una, avrà il sentimento e la verità del personaggio che si vuole rappresentare.
Quando il sipario è chiuso il teatro non esiste più, perché il teatro esiste soltanto nell’ atto in cui si fa, dice Jouvet, solo in quel momento, irripetibile ed unico.
Questa piece sarà rappresentata da due bravissimi attori che hanno gia’ collaborato con il Vallecorsi in occasione della serata per l’ assegnazione del 61° premio .
Margherita Tiesi che è qui con noi e Antonio Tintis.
Due professionisti che il pubblico ha avuto già modo di apprezzare in lavori di successo come Pezzi unici, di Cinzia th Torrini, i Delitti del Barlume, il Mostro, De Andrè.,,ma di questo parliamo direttamente con Margherita Tiesi…
